E’ la cima più importante, almeno come quota, dei cantoni del Framont, e sicuramente una delle meno visitate della Moiazza, nonostante la visibilità di cui gode. Presenta ad est un testone di roccia adagiato su banche ghiaiose, mentre ad ovest una parete di oltre 600 metri forma una coppia inaspettata assieme al più piccolo Campanile dei Zoldani. La via normale sale il versante orientale, percorrendo una caratteristica cengia e un diedro di 55 friabili metri fino al 3+. Dal rifugio Carestiato si segue il sentiero dell’Alta via fino al bivio per la val dei Cantoi-forcella delle Nevere-bivacco Ghedini, risalendo il sentiero fino ad oltrepassare un nuovo bivio per le torri del Camp. In alto, a destra del canalone che divide il Cimon dei Zoldani e la Cima delle Nevere, si vedono dei larici, che si raggiungono tramite delle banche ghiaiose ed erbose (con buona probabilità è possibile salire nel canalone partendo dal suo sbocco). Giunti su un ripido prato sospeso si entra nel canalone, lo si percorre brevemente (un pass 2°) e se ne esce per risalire a destra lungo ripide ghiaie intervallate da facili salti di roccia.
Lungo il tiro la roccia diventa sempre più friabile, a metà circa si trova una sosta intermedia a sinistra, ma la seconda metà del diedro è comunque molto delicata.
Dal terrazzino con 30 sospesi metri di 2°, un pò esposti ma solidi, si giunge a una piccola anticima e subito dopo in vetta. Si scende per la via di salita, con due doppie da 30 metri nel diedro.